La stupidità

Posted on Ago 28, 2016 | 0 comments


La stupidità

La Stupidità

Due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana, ma dell’universo ho ancora dei dubbi (A. Einstein)

Nelle nostre attività di analisi e ricerca di un parallelismo tra l’evoluzionismo darwiniano e le organizzazioni, non possiamo ragionare sempre e solo con risorse ideali ma dobbiamo tenere pesantemente conto della realtà, e quindi del fatto che la stupidità si annida in ogni angolo delle nostre organizzazioni.

Più che calcolarne il numero, che purtroppo può essere infinito come ci insegna il grande Einstein, è interessante capire la natura dello stupido in modo da poterne limitare i danni e circoscriverne l’operato. Questo perché lo stupido non si trova sempre, come molti pensano, nei livelli più bassi delle gerarchie aziendali, ma si annida spessissimo nei livelli più alti o nella proprietà.

In latino stupido indica “colui che è stupito, stupefatto, sbalordito” e pertanto incapace di agire correttamente quando non addirittura incapace di agire completamente. Perché completamente stordito dagli eventi che lo circondano.

La stupidità è oggetto di studio da parte di storici, filosofi e matematici, sin dall’antichità. Si tratta di una vera e propria guerra da combattere ogni giorno perché per tanto che la si circoscriva la stupidità trova subito un altro punto dell’organizzazione dove germogliare.

Trovando troppo spesso elementi di stupidità all’interno delle mie attività ho dedicato un po’ di tempo ad approfondire il tema e cercare di trovare una via il più possibile scientifica per contrastare il fenomeno nelle organizzazioni aziendali che incontro ogni giorno nel mio lavoro.

Un elemento che non permette di controllare gli effetti devastanti della stupidità sta nel pensare che esistano persone “totalmente stupide” e persone “totalmente intelligenti”. Altro elemento chiave è pensare che gli stupidi siano sempre gli altri.

Una cosa che mi consola è che molte volte mi è capitato di prendere atto della mia stupidità e che forse proprio questo mi permette (spero!) di dedurre che non sono stupido completamente.

L’analisi critica delle proprie azioni e della loro efficacia nel verificare il raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo posti è una delle basi su cui i singoli possono lottare contro la loro stessa stupidità.

Nello stesso modo possiamo fare nelle organizzazioni aziendali. Qualcuno potrebbe obiettare che lo stupido potrebbe essere proprio quello che ha definito gli obiettivi aziendali. E qui sta uno dei problemi più grandi per il fatto che questa obiezione e spesso verissima!!!

Il fatto è che nessuno può considerarsi vaccinato dalla stupidità ed è un buon metodo di vita prender la cosa con buon umore, accettare i propri limiti e trovare una via per il miglioramento.

Una volta capito che il problema è importante abbiamo bisogno di una teoria di base su cui appoggiare le nostre azioni. Diventano così importanti le sintesi che alcuni grandi pensatori hanno raggiunto sul tema.

Per primo Walter Pitkin nel 1932 nell’ “Introduzione alla storia della stupidità umana” enunciava tre leggi fondamentali:

  • il numero degli stupidi è infinito;
  • il potere è quasi tutto nelle menti di gente più o meno stupida;
  • capacità e stupidità individuali vanno spesso a braccetto.

Nel 1976 nel saggio del Prof. Carlo Cipolla “Le leggi della stupidità umana” salirono a cinque:

  • il numero degli stupidi è sempre sottostimato;
  • la probabilità che un individuo sia stupido è indipendente da qualunque altra sua caratteristica;
  • lo stupido causa danni ad altri senza trarne vantaggio per se, o traendone addirittura svantaggio;
  • il potenziale nocivo degli stupidi viene sempre sottovalutato;
  • tra i vari tipi di persone, gli stupidi sono i più pericolosi.

Il professor Cipolla con la terza legge ci permette di dare una definizione di stupido su cui lavorare nelle nostre organizzazioni e nei nostri progetti.

Potremo cosi definire che:

  • intelligente è chi trae vantaggio per se facendone trarre anche agli altri;
  • sprovveduto chi causa danni a se procurando vantaggio ad altri;
  • bandito chi trae vantaggio per se causando danno agli altri.

Come possiamo dedurre dalle definizioni appena ricavate lo stupido è l’elemento più pericoloso di ogni organizzazione!!!

Nelle organizzazioni abbiamo poi un problema terribile: la stupidità è contagiosa! Le persone stupide hanno una dote particolare di riuscire a fare velocemente gruppo a differenza delle persone intelligenti che hanno bisogno di tempo per conoscersi e lavorare assieme.

Per questo dobbiamo curare in modo particolare la scelta del nostro responsabile delle risorse umane che dovrà avere tra le sue doti la dose più bassa possibile di stupidità e dovrà curare con continuità la crescita della comunicazione e i processi organizzativi tra le persone (intelligenti e stupide!) della nostra organizzazione cercando di individuare ogni singola area di stupidità e provvedere all’eliminazione.

La ricerca continua di comunicazione e armonia organizzativa risultano infatti i più grandi antidoti nella guerra alla stupidità.

Nello stesso tempo le nostre organizzazioni dovranno essere chiare, semplici e comprensibili da tutti. Nella complicazione e nella burocrazia si annida il gene della stupidità.

Il problema sta nel fatto che complicare è facile mentre semplificare è difficile. La vera creatività in azienda sta spesso nella capacità di sintetizzare apparenti complessità rendendo l’organizzazione comprensibile a tutti e quindi difendibile dagli stupidi.