Darwin e la Musica

Posted on Nov 12, 2016 | 0 comments


Darwin e la Musica

Darwin e la Musica

Nel percorso parallelo tra le teorie darwiniane e lo sviluppo di organizzazioni di aziendali moderne ho avuto modo di ritrovare un tema a me molto caro: la musica.

Darwin era palesemente sconcertato dalle evidenti influenze che la musica ha nei comportamenti umani e nell’Origine dell’uomo ebbe occasione di scrivere: “Giacché né il piacere legato alla riproduzione di note musicali, né la capacità di produrle, siano facoltà che abbiano il benché minimo utile per l’uomo… devono essere collocate tra le più misteriose di cui esso è dotato”. Anche ai nostri giorni ci si interroga sul perché la musica influenzi così tanto lo spirito umano.

Il fatto che sia così difficile trovare un utilizzo concreto mi spinge a cercare proprio nell’ arte, e non nei corsi e nei libri di organizzazione aziendale, una modalità di lettura capace di unire la musica alla realtà e in particolare ad una realtà organizzativa.

Mi viene in soccorso un genio unico del cinema: Federico Fellini. E in particolare un suo film considerato a torto da molti minore: Prova d’orchestra.

Mai come oggi ritengo che quel film, che tanto mi ha colpito alla sua uscita per la sua forza sociale e politica, sia attuale per la ricerca di una strada su cui distruggere il passato e ripensare il futuro delle organizzazioni. Un futuro che in linea con le teorie darwiniane sia migliore e frutto di un’evoluzione capace di ripartire dagli errori sino ad oggi commessi nelle organizzazioni statali, locali e aziendali.

Nel Film Fellini ci mostra dei musicisti al lavoro in un’orchestra.

Fellini dichiarò ad un critico cinematografico: “Quando ho partecipato alle sessioni di registrazione delle colonne sonore dei miei film, mi ha sempre colpito, stupito e anche ogni volta spostato l’attenzione da altre cose, perché mi sentivo come se fossi testimone di un miracolo molto diverso e particolare. Persone che arrivavano allo studio di registrazione ognuna con i propri diversi strumenti, anche con i loro problemi personali, il loro cattivo umore, la loro malattia, a volte la radiolina”.

Il film inizia con un vero e proprio caos, li stesso che ritroviamo nelle aziende senza uno scopo chiaro e condiviso con tutti, lo stesso che ritroviamo nelle nostre stanche organizzazioni statali. Dove i problemi personali, e dell’azienda, prendono il sopravvento e diventano il tema principale di ogni giornata.

L’inizio del film non è dominato dalla musica, come ci si potrebbe aspettare dal titolo, non appaiono da subito i musicisti che scaldano gli strumenti preparandosi al lavoro. Ma risulta prevalente un intenso e continuo rumore di fondo dovuto al traffico urbano esterno, anche se nel film non appariranno mai scene in esterno. Le campane, i tram e persino gli aerei prendono il sopravvento. La giornata lavorativa non si apre quindi con la preparazione degli strumenti di lavoro, il caos domina da subito. E da subito il mondo esterno appare lontano, confusionario e incomprensibile. Come quello che oggi accade in molte delle nostre organizzazioni che provano, inutilmente, ad allontanare la “rumorosità” di un mondo esterno spesso percepito come caotico e incomprensibile.

Da subito nel film il suono, in ogni sua forma, diventa percettibile e assume un significato profondo e reale. Diventa da subito necessario trovare una ragione ai suoni.

Sempre Fellini dichiarava: “devo confessare che preferisco non ascoltare la musica. La musica mi condiziona, mi preoccupa, mi possiede come una voce di rimprovero che mi tormenta perché mi mostra una dimensione di pace, di armonia e di completamento dalla quale mi sento escluso, esiliato.”

La ricerca di Fellini è la nostra ricerca, la ricerca verso una nuova forma di organizzazione ei di missione aziendale. . La musica ci può aiutare moltissimo in questo dal momento che ogni strumento può rappresentare uno spirito umano e il brano musicale da eseguire lo scopo per cui gli spiriti si uniranno sotto la guida del Direttore dell’orchestra.

Infatti il film ci presenta le differenti inclinazioni del genere umano. Nelle nostre organizzazioni dovremo sempre considerare e sviluppare le singole inclinazioni per arrivare ad ottenere un risultato complessivo.

Nel film la flautista vuole porre il proprio strumento al di sopra della voce umana e in un’apparente intervista racconta: “il coro considera sé stesso come uno degli elementi più importanti. Secondo una musicista donna come me invece, il flauto può addomesticare le bestie più selvagge, ricordo sempre a tutti che Apollo svegliò i morti con un flauto. È lo strumento degli incantesimi, uno strumento solare e lunare assieme”.

Il trombone invece racconta: “uno strumento insostituibile per l’abusato accompagnamento dei pagliacci quando cadono a terra. Ma è anche lo strumento degli angeli. Nei dipinti del Rinascimento, quando appaiono degli angeli, spesso stanno suonando il trombone, forse donatogli da Dio stesso”.

I percussionisti raccontano che ”si da troppa attenzione ai cantanti e non abbastanza al ritmo”. In una specie di dibattito il primo violino proclama “il violino è il cervello, è il cuore dell’orchestra!”, subito replicato da un altro musicista, “e il clarinetto è l’uccello!”.

Al termine di questa serie di descrizioni delle differenti inclinazioni dell’animo umano attraverso gli strumenti, finalmente i musicisti si siedono e iniziano a suonare. Così come accade ogni giorno nelle nostre aziende dove le diverse persone dei differenti reparti alla fine iniziano a lavorare ma solo per obbligo e necessità.

A questo punto il duro lavoro del Direttore permette all’orchestra di raggiungere una certa intensità che permette di eseguire al meglio una serie di brani. La musica diventa sempre più veloce tenendo i musicisti attaccati alla loro sedia con una tale intensità che non si alzano nemmeno per togliersi un maglione che li fa sudare. Le singole persone perdono la loro identità entrando a far parte di un tutt’uno che permette loro di tornare ad una vita armoniosa e coinvolgente. Parte la ricerca di uno scopo perduto a cui tutti gli orchestrali cercano di contribuire.

Prova d’orchestra è certamente una metafora del periodo storico in cui è stato girato il film. Ma le metafore che contiene sono oggi molto attuali per le nostre organizzazioni lavorative. Nel film un sindacalista rivendica al Direttore d’orchestra: “i musicisti sono lavoratori come gli altri!”. E il direttore replica che: “se Wagner avesse dovuto obbedire agli scioperi e alle richieste dei dirigenti sindacali, non sarebbe mai riuscito a scriver le sue sinfonie”. E uno dei musicisti risponde: “non è certo colpa delle organizzazioni sindacali se Wagner ha scritto musica pomposa”.

Quanto queste frasi sono in linea con i nostri tempi!!!

Le persone non si riconoscono più nel lavoro, i dirigenti e le proprietà “compongono” su uno spartito che nessuno legge. E se anche in alcuni momenti ci sembra di lavorare tutti nella stessa direzione, spesso questa direzione non è compresa e percepita come irraggiungibile quando non inesistente.

Si arriva alla rivolta dei musicisti con musiche orribili e scritte sui muri. La situazione appare fuori controllo. Si arriva ad udire un grido. “’l’orchestra è il terrore e il Direttore è la morte!”.

Le persone, nel film gli orchestrali, perdono ogni remora e in un buio illuminato da candele si muovo delle ombre nella completa anarchia. Una donna dice verso la cinepresa:”un bambino una volta mi ha chiesto da dove viene la musica e dove va, quando finisce?

Il direttore viene sostituito con il metronomo gigantesco simile ad una bara sino a quando un’enorme palla d’acciaio per le demolizioni distrugge il muro di fronte ai musicisti. Subito tutto si placa e il suono del vento sostituisce la precedente confusione.

In quella palla che distrugge un muro vedo la possibilità che ci viene data di distruggere un passato che non ci aiuta più e ripartire per costruire un modo differente di vivere le aziende e le organizzazioni in generale. Un vento nuovo come quello che Fellini fa entrare nella sala di prova dopo un momento scioccante e distruttivo. Scioccante e distruttivo come il momento storico che stiamo vivendo e sul quale è necessario riscrivere lo spartito di ogni strumento per trovare una nuova armonia musicale nel lavorare assieme.

Fellini disse all’uscita del film: “tutti gli eventi orribili che ci stiamo vivendo non sono solo politici, ma anche dettati dalla confusione, dai disastri e dalle più profonde fratture della società, non so cosa si possa fare per cambiarli. Ma quello che voglio mostrare è semplice e diretto a livello individuale. Poi, invece di scambiare pezzi di informazione politica, cerchiamo di condividere le informazioni del nostro inconscio

Sta nell’impegno dei singoli ritrovare una strada per la condivisione degli obiettivi. Nel film dopo il crollo del muro l’arpista ha una gamba spappolata da crollo e viene portato via, altri rimangono sepolti dalle masse del muro. Allora il Direttore si alza e dice a tutti: “la musica ci salva, cerchiamo di apprendere le note”. Da quel momento, senza dire una sola parola tutti i musicisti in silenzio riprendono il loro strumento e ognuno inizia l’esecuzione della partitura composta d Nino Rota. Alcuni piangono ma tutti suonano con forza.

Il film lascia trasparire la presa di potere di un uomo forte impersonato dal Direttore tedesco ma io, oggi, preferisco vederci la ripresa di una coscienza comune che permetta alle nostre organizzazioni di ricomporsi con il rispetto del ruolo di tutti.

Torniamo ad insegnare la musica nelle scuole e in generale portiamo la musica nella nostra società. Ci aiuterà.