Cambia l’evoluzione! – Esseri umani versione 4.0

Posted on Apr 23, 2017 | 0 comments


Cambia l’evoluzione! – Esseri umani versione 4.0

Cambia l’evoluzione! – Esseri umani versione 4.0

“L’uomo da sei milioni di dollari” protagonista del famoso film del 1974 già oggi potrebbe essere una realtà.

Abbiamo arti artificiali, orecchie bioniche, trapianti totali del volto, fecondazione in vitro. E in un futuro non molto lontano inizieremo a fonderci con le macchine.

Già oggi passiamo molto del nostro tempo a cercare di “riparare” il nostro corpo. Ma cosa succederà quando sarà veramente possibile riparare o sostituire completamente parti del corpo, e della mente (!!!), con apparati artificiali?

Ai nostri giorni vedere un giocatore di calcio che entra in campo con le lenti a contatto, con la cresta rossa e tatuaggi in ogni parte del corpo visibile è diventato quasi normale rispetto allo scandalo che avrebbe generato 40 anni fa anche se si tratta sostanzialmente dello stesso giocatore di calcio del passato. Ma cosa accadrebbe se lo stesso giocatore a metà partita sostituisse un arto artificiale con uno ancora più speciale capace di prestazioni tecniche impensabili per un arto naturale?

Oggi probabilmente verrebbe allontanato dal campo perché non regolare, ma domani? Del resto alcuni atleti con arti artificiali hanno già partecipato con discreto successo a competizioni con “normali” battendoli sino ad arrivare alle olimpiadi se non addirittura a correre per delle finali!!!

Per secoli abbiamo lavorato per il miglioramento delle nostre prestazioni fisiche e per l’aumento del benessere fisico. Ma per secoli si è trattato solo di fare vestiti migliori, diete migliori, scarpe migliori. Poi si è passati ad occhiali, lenti a contatto, apparecchi per l’udito, pacemaker. E oggi non riteniamo fantascienza pensare ad ossa sintetiche, nuovi organi, nuovi occhi, nuove orecchie o nuove braccia!!!

Si entra in un nuovo concetto di evoluzione. Un’evoluzione non più solo legata allo sviluppo della nostra parte biologica e al suo miglioramento. Un’evoluzione che vede le tecnologie e le macchine parti integranti del nostro percorso evolutivo nei prossimi secoli. Che la pelle di un braccio possa fungere anche da schermo per evidenziare dei dati non è fantascienza. Se a questo sommate gli sviluppi impressionanti e continui della neurologia fate presto a pensare che su quel braccio potranno essere mostrati i dati richiesti direttamente al nostro cervello.

Il futurologo Ray Kurtzweil ha evidenziato che “l’intelligenza non biologica raddoppia ogni anno mentre la nostra intelligenza biologica è essenzialmente immobile da milleni”.

Sono certo che nei prossimi secoli gli esseri umani, e gli animali che verranno selezionati, si fonderanno con le macchine creando una nuova specie. Si è iniziato con lo sviluppo di arti artificiali per sopperire a gravi menomazioni ma si continuerà con arti sempre più “potenti”. Molti, tra non molto, sceglieranno di sostituire le “vecchie” gambe o braccia con gambe e braccia più potenti e dotate di funzioni impensabili per un arto naturale. Passeremo poi a microrobot che all’inizio controlleranno la nostra salute e connetteranno internet al nostro sistema nervoso.

E il grande salto ci sarà quando la comprensione del cervello e la sua realizzazione sintetica arriveranno a compimento. Questo staccherà completamente l’anima dal corpo permettendo al pensiero di migrare da un’entità corporea biosintetica ad un’altra realizzando un primo stadio dell’immortalità e permettendo i viaggi tra pianeti e stelle distanti anni luce.

Da li diventeremo esseri di pura coscienza svincolati dal corpo e dalla sua forma.

Non penso più che tutto questo sia fantascienza o filosofia. Penso sia il reale sviluppo verso un nuovo modello di mondo a cui non so quanti realmente aspirino. Certamente ad alcuni farebbe molto comodo ma per molti significherebbe il confinamento in ghetti del comportamento o della conoscenza controllati solo da chi sarà in grado di governare le tecnologie. Non penso si tratti di progresso perché non ha una meta a cui tendere. Però penso che le prossime economie dovranno fare i conti con queste “opportunità”.