L’agricoltore verticale

Posted on Giu 4, 2017 | 0 comments


Agricoltura verticale

Dalla vecchia alla nuova agricoltura

Continuiamo la nostra ricerca tra i lavori del futuro.

L’agricoltore del futuro avrà ancora la pelle bruciata dal sole e le mani callose per la fatica quotidiana? Probabilmente la fatica sarà tanta lo stesso ma il tipo di lavoro sarà radicalmente differente e forse, purtroppo per noi, non all’aria aperta.

La popolazione mondiale cresce ad un ritmo incredibile e soprattutto tende a concentrarsi in grandi agglomerati urbani che ormai superano spesso i dieci se non venti milioni di abitanti. Questo impone un profondo ripensamento a come ci nutriamo e da dove proviene il cibo che ci serve per vivere. I cambiamenti climatici stanno poi facendo la loro parte. Molti governi si stanno attrezzando per riuscire a creare aree “protette” ad alta produttività dove far crescere i vegetali necessari a nutrire la popolazione a fronte di alluvioni e desertificazioni che rendono sempre più incerta la produzione tradizionale.

Un’opzione sempre più accreditata è coltivare in verticale! Viene denominata vertical farm la nuova modalità di spostare le coltivazioni dai campi delle campagne all’interno di edifici costruiti allo scopo o di spazi dedicati nei grandi grattacieli urbani. L’idea non è totalmente nuova ma negli ultimi tempi sta prendendo sempre più piede grazie all’adozione delle tecniche di coltivazione idroponica e aeroponica.

Come spesso accade negli ultimi anni le innovazioni prendono piede nelle nazioni orientali a più alto tasso di sviluppo urbano e tecnologico. Così in Corea del Sud è stato inaugurato un progetto sponsorizzato dal governo che mette assieme la fattoria verticale e la banca dei semi. In Giappone è attiva Nuvege, una vertical farm di 57.000 metri quadrati che coltiva vegetali in un ambiente privo di finestre e un sistema di luci a led che accelera la fotosintesi.

Garantire cibo di alta qualità, sano e sicuro e ad un numero sempre maggiore di persone è alla fine la vera missione della vertical farm. Infatti in questa nuova modalità l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti chimici è praticamente azzerato garantendo un’alta qualità del prodotto finale. La produttività è poi garantita dal fatto che la coltivazione è pianificabile e gestibile su tutto l’arco dell’anno senza interruzioni di alcun tipo non dovendo gestire un ambiente esterno legato alle stagioni. Inoltre la produttività aumenta in media del 20% rispetto alle coltivazioni in terreno mentre l’utilizzo di acqua si riduce del 90%.

Lo sfruttamento poi di calore già oggi prodotto dai nostri edifici, ma sistematicamente disperso nell’ambiente, è un altro dei vantaggi della vertical farm. A New York vengono già oggi commercializzate serre che sfruttano il calore generato dagli impianti di riscaldamento già esistenti per dare alle piante il calore necessario alla crescita.

Ovviamente tutto questo deve generare società in grado di produrre utili e quindi di dare lavoro. Oggi ci sono ancora alcune difficoltà ma se pensiamo ai prossimi anni i fattori che ne favoriranno la crescita saranno tutti a disposizione: la possibilità di avere sempre più energia da fonti rinnovabili installabili localmente come i pannelli solari, la necessità di utilizzare meno acqua, la necessità di ridurre il traffico urbano in città sovraffollate, la necessità di ridurre l’inquinamento, sono tutti fattori che promettono un grande futuro per le vertical farm e i vertical farmer (o agricoltori verticali!).

Un lavoro difficile, che richiederà competenze in biologia, gestione delle energie, logistica e distribuzione, ma che si preannuncia affascinante e ricco di opportunità.