Italia: Ritardo o Opportunità?

Posted on Mar 31, 2015 | 0 comments


italia digitale

Anche nel digitale l’Italia si piazza male. È 25ma nell’Europa a 28 con solo Grecia, Bulgaria e Romania alle sue spalle. Il triste responso ce lo comunica questa volta il DESI (Digital Economy and Society Index), organo con cui la Commissione Europea misura il livello di sviluppo digitale degli stati membri dell’Unione.

I dati sono stati raccolti tenendo conto di oltre 30 indicatori che descrivono la digitalizzazione di una nazione e che vengono poi raggruppati sotto forma di macro indicatori come connettività, servizi on line, servizi pubblici digitali, e integrazione tra le tecnologie; e non lasciano dubbi sull’arretratezza anche in questo ambito del sistema

Italia. Certamente il sistema paese con infrastrutture digitali arretrate non aiuta questo sviluppo (le connessioni internet veloce sono solo il 21% contro la media europea del 62%) ma anche la cultura digitale media sia delle aziende che dei cittadini è in forte ritardo.

Un po’ di numeri per farci capire meglio la situazione:

• gli utenti italiani che usano quotidianamente internet tra i 16 e il 74 anni sono il 59% contro la media europea del 75%;
• gli italiani usano internet principalmente (52%) per il divertimento;
• i lettori di giornali digitali sono addirittura in calo rispetto al 2013 (-8%);
• danno segnali positivi invece lo shopping digitale e l’home banking nonostante solo il 5,1% delle attività commerciali abbia attivato la vendita on line;
• cresce il numero di italiani che utilizzano i servizi di e-government;
• in materia di assistenza sanitaria siamo al 9,2% di italiani che chiedono prescrizioni on line contro il 27% della media europea.

Secondo uno studio del CENSIS il mancato utilizzo di moneta digitale e il mancato utilizzo dei big data costeranno all’Italia nel 2015 3,6 miliardi di Euro. Il messaggio è chiaro. Abbiamo ancora tantissimo da fare per raggiungere il livello di digitalizzazione di Danimarca (leader), Svezia, Olanda e Finlandia.

Tutto questo, da grande problema deve essere trasformato in grande opportunità per riportare le nostre aziende e i nostri servizi pubblici verso la competitività di cui abbiamo bisogno e che siamo in grado di raggiungere.