Il multitasking come stile di vita

Posted on Feb 2, 2016 |


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Il multitasking come stile di vita

Infondo abbiamo tutti avuto sempre il dubbio: è meglio fare bene una cosa per volta o portare avanti più attività in contemporanea è più produttivo? Cosa ci porta a migliori risultati? Cosa ci permette di crescere meglio professionalmente e umanamente?

La capacità di fare molte cose contemporaneamente, detta multitasking, viene da molti considerata una dote importante e in alcuni casi una vera e propria necessità. Il termine multitasking viene mutuato dall’informatica dove una macchina può eseguire più lavori in contemporanea. Grazie proprio all’informatica e ai moderni dispositivi mobili e indossabili molte persone portano avanti la loro giornata lavorativa proprio nello stesso modo svolgendo svariati compiti con l’illusione di dedicare ad ognuno di essi la stessa dose di alta professionalità, di attenzione e competenza. Ma non è cosi!

Se fosse solo un nostro parere servirebbe a poco ma, come spesso accade, la scienza ci viene in soccorso.

Le nostre capacità cognitive hanno dei limiti legati a millenni di storia e a come la natura ha pensato fosse meglio strutturare la nostra mente. La così detta “attenzione divisa”, ovvero la capacità di dirigere la nostra attenzione a più attività nello stesso momento ha dei limiti.

Certamente la nostra mente è in grado di svolgere in contemporanea più attività e con tempi differenti ma con un “costo” che molti studi recenti hanno certificato.

Già nel 2009 Università di Standford aveva evidenziato come le persone multitasker sono impossibilitate ad ignorare chi interferiva nello svolgimento corretto del compito richiesto. Questo proprio per il fatto che, essendo concentrati sul fare molte attività contemporaneamente, non possono fare a meno di considerare anche l’ennesima sollecitazione. La conseguente perdita di qualità sul lavoro svolto è facilmente deducibile.

Nel 2014 è stato poi dimostrato dall’università del Sussex che l’utilizzo contemporaneo e continuativo di differenti dispositivi multimediali porta ad un minore sviluppo della materia grigia in una particolare zona del cervello rispetto a chi ne utilizza uno per volta.

La zona del cervello che viene influenzata da questo comportamento è la regione del cervello nota come corteccia cingolata anteriore che è responsabile delle funzioni di controllo emotivo e cognitivo. Una perdita di valore nella componente cognitiva ed emotiva non può di certo essere vista come un vantaggio per lo sviluppo delle nostre aziende oltre che della nostra vita personale!

Nel 2015 Daniel J. Levitin, Direttore del Laboratory of Music, Cognition and Expertise alla McGill University, ha rilevato quello che abbiamo sempre saputo: fare più cose contemporaneamente rende meno efficiente le cellule celebrali portandole anche ad un vero e proprio esaurimento nel tempo. L’effetto non viene collegato alle sole attività lavorative, dal momento che lo stile di vita multitasking diventa man mano pervasivo e l’individuo si trova a fare il lavoro di dieci persone diverse gestendo una molteplicità di attività anche in famiglia, con gli amici, negli hobbies e nei programmi televisivi preferiti.

La vera capacità multitasking è da definire in un modo non informatico ma umano riconoscendo il valore di saper dividere i compiti nel tempo e sviluppando la dote di passare, con la stessa efficacia, su compiti differenti e sempre con la dovuta attenzione.

Tutte queste evidenze ci devono far pensare molto bene a come stiamo strutturando la nostra giornata lavorativa, e quella dei nostri collaboratori, dal momento che ostinarsi a lavorare in un modo insensato (e francamente inumano) non porta ad una maggiore produttività e risulta alla fine persino nocivo andando a modificare le capacità cognitive del nostro cervello.

In conclusione, in un’epoca che ogni giorno ci porta sempre di più a rispondere a mille stimoli diversi sollecitati da tecnologie sempre più invasive, sarebbe meglio auspicare ad un ritorno della sana e tradizionale abitudine di fare una cosa per volte adottando uno stile di vita slow-tasking.

Questo non ci deve portare lontano dall’utilizzo delle tecnologie che devono rimanere un mezzo per fare meglio e non un illusorio miraggio di miglioramento della nostra vita lavorativa (e personale!).