Il digitale e la scuola italiana

Posted on Mar 8, 2016 | 0 comments


Scuola Digitale

L’introduzione del digitale nella scuola è uno degli argomenti all’ordine del giorno all’interno del sistema scolastico nazionale. I pareri sono discordi. Alle critiche si sovrappongono le approvazioni e sia i genitori che gli insegnanti non hanno alcun supporto di carattere sociale e scientifico per poter valutare appieno le scelte.

Il Ministero dell’istruzione ha provato ad affrontare il modo scientifico e dettagliato la questione e da pochi giorni ha pubblicato un rapporto completamente dedicato al tema.

Risultano subito evidenti due temi di grande importanza:

  1. In Italia l’utilizzo del tablet e dello smartphone è elevato e sono abbastanza elevate le capacità medie della popolazione legate al loro utilizzo;
  2. In Italia il possesso, e il conseguente uso di internet, è fortemente condizionato dalle condizioni sociali ed economiche.

I due punti precedenti rafforzano l’importanza di poter affrontare in modo costruttivo e corretto il tema dell’introduzione del digitale nelle scuole. In effetti viene da pensare a come può essere portato avanti un apprendimento corretto attraverso le tecnologie oggi a disposizione che spesso permettono di raggiungere risultati di “apparente” apprendimento che in passato richiedevano attenzione e sforzo.

Si pensi ad esempio al correttore automatico. Il grande sforzo del passato, con la conseguente presa di coscienza, per imparare il corretto uso di doppie e apostrofi viene automaticamente risolto senza nessun problema.

Il copia e incolla permette un “aumento di produttività” facile e significativo che in passato richiedeva ore di lungo lavoro. Più di ogni altro fenomeno è potentissima e utilizzatissima tra i giovani la possibilità di accedere ad un motore di ricerca per trovare ogni soluzione e notizia su ogni tipologia di problema. Ne consegue una veloce ma alquanto superficiale soluzione dei problemi.

Ma dall’altra parte la tecnologia apre a nuovi orizzonti cognitivi e formativi. Si possono vedere e “toccare” cose che prima si potevano solo immaginare sui libri o dai racconti degli insegnati, si può esplorare il mondo, si possono elaborare progetti impensabili solo pochi anni fa con strumenti multimediali potentissimi.

Questo costringe la classe insegnante a rivedere in modo radicale i metodi d’insegnamento dal momento che gli stessi strumenti (anche il copia e incolla e Google!) saranno, e lo sono già, poi utilizzati dai ragazzi nella vita lavorativa e di tutti i giorni.

L’OCSE sottolinea nel report dedicato al digitale nella scuola che “aggiungere le tecnologie del XXI secolo alle pratiche di insegnamento del XX secolo diluisce semplicemente l’efficacia dell’insegnamento. La tecnologia può certamente amplificare l’effetto di un ottimo insegnamento ma non può sostituirne uno pessimo”.

Come spesso accade il giusto probabilmente sta nel mezzo e i due tipi di istruzione possono essere efficacemente fusi creando quell’istruzione 2.0 che può mettere nelle condizioni i ragazzi di apprendere grazie ai valori di una formazione “tradizionale” unita agli strumenti della tecnologia moderna.

I giovani devono essere accompagnati ad un utilizzo consapevole della tecnologia solo dopo aver realmente appreso i processi e i fenomeni complessi che stanno alla base di ogni problema.

Importante in questo momento storico è non assumere posizioni radicali e verificare quotidianamente, grazie al lavoro degli insegnati, l’evoluzione del problema.