Chip sottopelle al posto del tesserino: comodità o nuova schiavitù?

Posted on Feb 19, 2017 | 0 comments


Chip sottopelle al posto del tesserino: comodità o nuova schiavitù?

Il chip sottopelle per aprire le porte dell’ufficio o accedere alla postazione di lavoro. È quanto ha già proposto ai propri dipendenti la società belga Newfusion.
Già otto dipendenti hanno accettato in modo volontario. Il sensore ha la dimensione di un chicco di riso e i dipendenti possono scegliere di installarlo su una mano tra il pollice e l’indice al posto del “vecchio” badge identificativo.
Il direttore dichiara che l’idea sia nata per gioco dopo che un dipendente ha più volte dimenticato il badge a casa. Sostiene inoltre che il chip renda più facile la vita quotidiana potendo essere utilizzato anche a casa, sull’auto e in ogni altro momento dove questa tecnologia fosse integrabile con l’ambiente.
In alternativa al chip la società propone un anello con le stesse funzionalità ma meno invasivo.

Il tema è ovviamente non banale e persino la Lega per i diritti dell’uomo in Belgio ha mosso i primi passi per affrontare il tema affermando: “Si tratta di un pericolo reale. Si tratta di uno strumento di controllo totale. Cosa verrà fatto con i dati raccolti? È possibile seguire la persona momento per momento! Si tratta di vendere la privacy in cambio di un po’ do sicurezza e comodità”
Un tema di certo accattivante con cui avremo a che fare nei prossimi anni.